sabato 26 aprile 2008

WONDERWALL

Oasis

Today is gonna be the day
That they're gonna throw it back to you
By now you should've somehow
Realized what you gotta do
I don't believe that anybody
Feels the way I do about you now

Backbeat the word was on the street
That the fire in your heart is out
I'm sure you've heard it all before
But you never really had a doubt
I don't believe that anybody feels
The way I do about you now

And all the roads we have to walk along are winding
And all the lights that lead us there are blinding
There are many things that I would
Like to say to you
I don't know how

Because maybe
You're gonna be the one who saves me ?
And after all
You're my wonderwall

Today was gonna be the day?
But they'll never throw it back to you
By now you should've somehow
Realized what you're not to do
I don't believe that anybody
Feels the way I do
About you now

And all the roads that lead to you were winding
And all the lights that light the way are blinding
There are many things that I would like to say to you
I don't know how

I said maybe
You're gonna be the one who saves me ?
And after all
You're my wonderwall

I said maybe
You're gonna be the one who saves me ?
And after an
You're my wonderwall

Said maybe
You're gonna be the one that saves me
You're gonna be the one that saves me
You're gonna be the one that saves me

giovedì 24 aprile 2008

I love google map!

Allora, ho aggiunto un bel simbolino in corrispondenza della mia home sweet home...un pò come tutti i miei "colleghi", in effetti...XD

E'qui: Mappa studenti 2007/2008

lunedì 14 aprile 2008

COMPITO #6

Guarire ridendo...

L'iter di guarigione del malato?? Diagnosi, terapia, riabilitazione... Ma se tutto questo potesse avvenire all'insegna del gioco, della risata? Se i corridoi asettici degli ospedali prendessero un pò di colore??? Come potrebbe il paziente non beneficiarne? E' la magia della comicoterapia!
E non consiste solo nell'alleggerire l'umore del malato e nel distrarlo, ma l'effetto è veramente tangibile: la risata riduce le ansie le pressioni causando degli effettivi miglioramenti dell'organismo...

"Le persone allegre e ottimiste vivono più a lungo, e soprattutto vivono meglio. I tipi incazzosi, invece, muoiono come mosche"(Jacopo Fo)

L'associazione Castellinaria http://lai.dfc.unifi.it/iam/testi/millumino/millumino.html con il progetto M'illumino d'immenso è impegnata con ottimi risultati in quest'intento. Non solo, ma si propone di formare i nuovi "Patch" Adams del futuro.
Sono quindi venuti a trovarci, in quello che poteva essere un grigio martedì di aprile, ma che si è rivelato poi pieno di colore.
Davanti agli occhi stupefatti di un centinaio di ignari studenti del primo anno di medicina, la parola viene ceduta, anzi, conquistata da...un clown! E solo dopo un'esplosione di palloncini, bolle di sapone, musica e risate si apssa alla spiegazione del progetto.
Chi era lì con me, sa. A chi ha potuto partecipato a quello che, per me, è stato il seminario più originale a cui abbia assistito, consiglio di andare qui ... Poi fatemi sapere!!
M'illumino d'immenso




Voglia di Grecia

Mentre progetto le meritate(?) vacanze ad Ios col mio gruppo di squinternati che non ce la fa a mettersi d'accordo...Ecco un modo per tuffarsi un momento nei sapori ellenici nella comodità di casa vostra....:-)

BAKLAVA
Ingredienti per 4 persone:
Fogli di pasta frolla 10
Burro fuso 130 g
Mandorle a fette
Miele 250 ml
Succo di limone 60 ml
Succo di arancia 60 ml
Zucchero granulato 110 g Cannella 2 cucchiaini
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Preriscaldate il forno a 180°. Stendete un foglio di pasta su una placca da forno. Spennellate con il burro e spargete alcune mandorle. Ripetete questo procedimento per 7 volte. Spennellate i rimanenti fogli con burro e ricoprite lo strato finale. Incidete gli strati di pasta in modo da formare dei triangoli. Cuocete al forno per circa 1 h.

In un tegamino mescolate insieme il miele, i succhi, lo zucchero e la cannella. Portate a bollore e cuocete per 3 minuti. Versate metà sopra ai baklava cotti e caldi.
Tagliate i dolci e versate sopra il liquido rimasto e lasciate che questo sia assorbito dai pasticcini prima di servire.

domenica 13 aprile 2008

COMPITO #5

Prof, ho bisogno di contesto!!!

"Ragazzi, oggi facciamo le condizioni di esistenza dei limiti"
Tipico esordio di una prof di matematica, no?
Ma nelle già annebbiate menti di 24 studenti di liceo classico iniziarono a delinearsi vari quesiti del genere "Perchè?" A cosa mi serva?" o addirittura "Limiti? Che cosa sono?"
Con tutte le scusanti che posso trovare alla mia capace prof: mancanza di tempo, scarsa reattività della classe, distrazioni personali, un pò più di attenzione al contesto poteva porla!
E visto che da anni ci ripetevano quanto fossimo negati per la matematica e propensi alla filosofia, magari poteva prendere il discorso da un altro punto di vista, e parlare un pò dell'origine, della funzione del significato del limite, illuderci così che una funzione avesse risvolti più pratici, o anzi più alti, ma senz'altro più interessanti e vicini al nostro mondo... Insomma se ci fosse stato insegnato a capire il significato reale di quei simboli, e a tradurli in una frase di senso compiuto, magari ci saremmo tutti sentiti più vicini alla matematica, alle funzioni ai limiti, ai più e ai meno.
Insomma, il contesto, la motivazione e la spiegazione a tutto tondo di un argomento penso siano alla base della comprensione dello stesso, ma non solo: sono necessari all'inquadrare correttamente quel concetto,a etichettarlo e a "tirarlo fuori" in caso di necessità d'utilizzo e di applicazione; avere una visione parziale e frammentaria di un qualcosa, che si sia in ambito matematico, scientifico, linguistico o altro, è pressochè inutile e anzi tende a confondere, a costituire un bagaglio pesante e improduttivo, che, come si suol dire, "finisce nel dimenticatoio", nel cimitero delle informazioni indottrinate e inservibili.

Conteggio parole: 270

mercoledì 9 aprile 2008

Da "City" di A. Baricco

Questo brano è una delle cose più belle che mi sia mai capitato di leggere...

Uno stagno di ninfee. Da lì, il problema era portare quella porzione di mondo a scaricare qualsiasi residua scoria di significato, arrivando a dissanguarla e svuotarla e dissiparla fino al punto da farle sfiorare la più completa scomparsa. Il suo deprecabile esserci sarebbe allora divenuto poco più che la presenza simultanea d assenze diverse, e svaporate. Quello che fece Monet fu portarsi, in casa, la porzione di mondo che intendeva ridurre al nulla. Creò uno stagno di ninfee nel preciso punto in cui gli sarebbe stato impossibile evitare di vederlo. Solo un coglione potrebbe credere che imporsi una simile, quotidiana intimità con quello stagno fosse un modo per conoscerlo e capirlo e rubargli il segreto. Era un modo di smantellarlo. Si può dire che a ogni sguardo posato su quello stagno Monet si avvicinasse di un passo all'indifferenza assoluta, bruciando ogni volta residui di stupore e rimasugli di meraviglia. Si può perfino ipotizzare che quel suo inesausto lavorare sul parco -testimoniato dalle cronache- ritoccando qui e là, mettendo e togliendo fiori, tracciando e ritracciando bordi e linee, altro non sia stato che un accurato interveno chirurgico su tutto ciò che resisteva al logorio dell'abitudine e si intestardiva a increspare la superficie dell'attenzione, incrinando il quadro di assoluta insignificanza che si andava formando negli occhi del pittore. Cercava la rotondità del nulla, Monet, e dove l'abitudine si mostrava impotente non esitava a intervenire con la ruspa.

[...]
Non che a Monet importasse, propriamente, di dipingere il nulla. Il suo non era un vezzo da artista stanco e nemmeno la vuota ambizione a un virtuosistico tour de force. Aveva in mente qualcosa di più sottile. (…) Monet aveva bisogno del nulla, affinché la sua pittura potesse essere libera di ritrarre, in assenza di un soggetto, se stessa. Contrariamente a ciò che un consumo ingenuo potrebbe suggerire, le Nymphéas non rappresentano delle ninfee, ma lo sguardo che le guarda. Sono il calco di un determinato sistema percettivo. Tecnicamente parlando, esse sono lo sguardo di un occhio impossibile. Non è sulla riva dello stagno, il punto di vista che le vede, non è in aria, non è a pelo d'acqua, non è da lontano, non è addosso. È dappertutto.

Cosicché guardare le Nymphéas significa guardare uno sguardo, e per di più uno sguardo non riconducibile a una qualche nostra esperienza precedente, ma uno sguardo unico e irripetibile, uno sguardo che non potrebbe mai essere il nostro.

COMPITO #3

PubMed



Gratis, on line e accessibili a tutti 16 milioni di articoli scientifici, di ambito biomedico o scientifico. Questo è PubMed !!!
Volete accedere a questa bancadati? Provate così: innanzitutto andate qui:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi
e iniziate la vostra ricerca o in modo tradizionale, ovvero inserendo il vostro termine di ricerca e “searchando” un po’, oppure cliccate sulla barra verticale a sinistra nella homepage di PubMed sul collegamento al MeSh database.
Il MeSh (Medical Subject Headings) è un vocabolario di termini utilizzati per rappresentare i soggetti dei documenti, costantemente revisionato e aggiornato. Immettendo un termine nel MeSH è possibile controllarlo: vi si presenteranno le definizioni del concetto inserito , fra cui scegliere la più appropriata. Selezionando una voce vengono mostrate le informazioni aggiuntive e i sinonimi, o entry terms. Se la voce è soddisfacente e non si desidera restringere la ricerca (selezionando alcune subheadings), è ciccate su "display", selezionando la voce "PubMed Links" e ottenendo la pagina con i risultati corrispondenti. Per restringere la ricerca invece selezionate qualificazioni e limiti, poi spuntate i termini che vi interessano e selezionate il menu "send to" scegliendo una delle voci "Search Box with..." (AND, OR, NOT vi permettono di combinare differentemente i termini scelti).
A questo punto potete modificare la strategia di ricerca impostata oppure… iniziare a leggere!!!


Conteggio parole: 209

martedì 8 aprile 2008

TOP 5 LIBRI

In base a cosa è stata stabilita questa classifica mi è pressochè impossibile dirlo... Nella moltitudine di bei libri che mi sono passati sotto gli occhi (e in cui mi sono immersa per diverse ore della mia esistenza) diciamo che questi 5 "eletti" lo sono semplicemente in base alla mia predisposizione d'animo del momento.... Perciò non escludo frequenti aggiornamenti o, perchè no, ulteriori top five, ten, twenty ecc ecc....Vedremo, a seconda dell ispirazione letteraria che ho!!!!




  • Mille splendidi soli di Khaled Hosseini

  • Jane Eyre di Charlotte Bronte

  • Il petalo cremisi e il bianco di Michel Faber

  • Rumo e i prodigi dell'oscurità di Walter Moers

  • L'eleganza del riccio di Muriel Barbery
"You Oughta Know"
I want you to know, that I'm happy for you
I wish nothing but the best for you both
An older version of meIs she perverted like me
Would she go down on you in a theatre
Does she speak eloquently
And would she have your baby
I'm sure she'd make a really excellent mother
Cause the love that you gave that we made wasn't able
To make it enough for you to be open wide, no
And every time you speak her name
Does she know how you told me you'd hold me
Until you died, till you died
But you're still alive
And I'm here to remind you
Of the mess you left when you went away
It's not fair to deny me
Of the cross I bear that you gave to me
You, you, you oughta know
You seem very well, things look peaceful
I'm not quite as well, I thought you should know
Did you forget about me Mr. Duplicity
I hate to bug you in the middle of dinner
It was a slap in the face how quickly I was replaced
Are you thinking of me when you fuck her
Cause the love that you gave that we made wasn't able
To make it enough for you to be open wide, no
And every time you speak her name
Does she know how you told me you'd hold me
Until you died, til you died
But you're still alive
And I'm here to remind you
Of the mess you left when you went away
It's not fair to deny me
Of the cross I bear that you gave to me
You, you, you oughta know
Cause the joke that you laid on the bed that was me
And I'm not gonna fade
As soon as you close your eyes and you know it
And every time I scratch my nails down someone else's back
I hope you feel it...well can you feel it
And I'm here to remind you
Of the mess you left when you went away
It's not fair to deny me
Of the cross I bear that you gave to me
You, you, you oughta know

lunedì 7 aprile 2008

COMPITO #1

The VoIP Generation



Come non notare la crescente popolarità del VoIP, la telefonia via Internet?
gli utenti che si affidano a questa tecnologia infatti sono ormai milioni. E con valide motivazioni: innanzitutto la convenienza dei costi, pressoché nulli, ma anche la facilità di integrazione con altre forme di comunicazione, quali la segreteria telefonica via e-mail, tele e video conferenza, identità del chiamante e così via.

Alla base della tecnologia VoIP è la possibilità di trasmettere conversazioni vocali su Internet. Il segnale audio viene digitalizzato, scomposto in pacchetti di dati e inviato in Rete. L'apparecchio ricevente deve essere riconvertire il segnale digitale e trasformarlo in sonoro.

Ma ciò che l’utente si chiede è anche quanto risultino sicure le proprie comunicazioni. E’ più o meno sicuro di “tradizionale” ?Domanda alla quale è difficile rispondere, poichè la sicurezza delle conversazioni dipende da diversi fattori, come lo stato del computer sul quale funziona il programma, e la configurazione della rete alla quale è collegato.
Non si può però negare che il mondo delle comunicazioni si trovi davanti ad un’ulteriore promessa di cambiamento: programmi come Skype, Ribbit o KPhone, che permettono di parlare con chiunque, a bassi costi e alta qualità assicurano alla telefonia un futuro ricco di novità.



Conteggio parole: 202

Bibliografia: repubblica.it; wikipedia.org

domenica 6 aprile 2008

***My Neverspace***

Perchè My Neverspace??


Sul "my" non credo ci sia bisogno di molte spiegazioni...

Per quanto riguarda il "neverland " forse un pò di più! Beh, l'ispirazione, come sarà ovvio a chiunque abbia una minima conoscenza del mondo Disney :-) , viene dal nome originale dell' isola di Peter Pan, Neverland... Ma essendo questo uno spazio virtuale appunto e non un isola di terra, acqua, aria, fuoco ecc ecc...allora....è diventato Neverspace!!!